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Isacio
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Contents
• Note
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Biografia
Origini e famiglia
mwdqIsacio o mwdgIsacco l'Armeno, proveniente dalla famiglia armena dei Kamsarakan, fu mwdwesarca di Ravenna dal mwea625 e il mweq643, durante i mwegregni di mwewEraclio I e, stando ai limiti massimi della datazione, dei suoi successori mwfaEraclio II, mwfqCostantino III e mwfgCostante II.
Da un'iscrizione in mwgagreco in sua memoria conservatasi a Ravenna è riportata in breve la sua carriera al servizio dell'Impero:
«1. Qui giace colui che fu valorosamente
stratego
custodendo inviolati Roma ed il Ponente
2. per tre volte sei annicite-ref-1[1] ai sereni signori, Isacio, l’alleato degli imperatori,
3. il grande ornamento di tutta l’Armenia; costui era infatti armeno e di nobile stirpe.
4. Essendo deceduto gloriosamente, la casta moglie Susanna, alla maniera di una venerabile tortora
5. geme incessantemente, essendo stata privata del marito, uomo che ottenne fama dalle fatiche
6. nel Levante e nel Ponente; comandò infatti l’esercito di Ponente e d’Oriente.»
(Iscrizione commemorativa, CIG 9869)
Isacio era quindi un armeno di nobili origini, probabilmente della famiglia di Kamsarakan,cite-ref-2[2] aveva per moglie Susanna e aveva combattuto sia in Occidente che in Oriente. Da quest'ultima affermazione dell'iscrizione dedicata alla sua memoria si può ricavare che prima di arrivare in Italia (nel 625 ca.) fosse stato un generale in Oriente, forse mwiwmagister militum per Orientem o mwjadux.cite-ref-3[3] Secondo la già citata iscrizione in greco, resse l'Italia per 18 anni, dal 625 al 643, quindi. Un'altra iscrizione, in cui l'esarca piange la scomparsa a soli 11 anni di un nipote per parte di padre, Gregorio, sembra suggerire che Isacio fosse venuto in Italia con tutta la famiglia.cite-ref-4[4]
Relazioni con Arioaldo (625-636)
Il suo arrivo in Italia, intorno al 625, coincise con la deposizione del re longobardo mwmwAdaloaldo ad opera dei suoi oppositori politici, che non approvavano né la politica di pacificazione con l'Impero adottata da Adaloaldo, né il fatto che fosse cattolico; essi allora elessero loro nuovo re mwnaArioaldo, duca di Torino, e deposero Adaloaldo.cite-ref-5[5] mwoqPapa Onorio I (625-638), che non vedeva di buon occhio la deposizione di un re cattolico (Adaloaldo) ad opera di un re di fede ariana (Arioaldo), scrisse un'epistola al nuovo esarca Isacio, chiedendogli di aiutare il re longobardo Adaloaldo a riprendersi il trono usurpatogli da Arioaldo e di punire dei vescovi transpadani, che avevano appoggiato l'usurpazione.cite-ref-6[6] Tuttavia l'esarca decise di rimanere neutrale, favorendo Arioaldo, che così poté mantenere il trono.cite-ref-rav106-7-0[7]
Secondo una notizia sospetta del cronista dei Franchi mwqwFredegario, intorno al 630 Isacio fu contattato da re Arioaldo, che aveva problemi con il duca ribelle di Tuscia Tasone; Arioaldo chiese all'esarca di uccidere proditoriamente il duca ribelle, offrendogli in cambio la riduzione del tributo che l'esarcato doveva versare ai Longobardi da tre a due centenaria.cite-ref-fred-8-0[8] Isacio, allora, contattò Tasone, persuadendolo a recarsi a Ravenna disarmato per stringere con lui un'alleanza; quando, però, Tasone entrò nella capitale dell'esarcato, fu assalito all'improvviso dai soldati dell'esarca, che lo uccisero; Arioaldo, soddisfatto del risultato, mantenne la promessa della riduzione del tributo.cite-ref-fred-8-1[8] Il racconto di Fredegario, tuttavia, è ritenuto sospetto in quanto mwtaPaolo Diacono narra un episodio simile ma in modo leggermente diverso, ovvero l'episodio dell'uccisione dei duchi del Friuli mwtqTasone e Caco ordita a mwtgOderzo (nel Veneto) dal patrizio Gregorio tra il 619 e il 625.cite-ref-rav106-7-1[7] Esistono quindi due possibilità: o Fredegario e Paolo Diacono narrano lo stesso episodio ma in modo contraddittorio o esistettero due duchi di nome Tasone, uno di Tuscia e uno del Friuli, che per una coincidenza subirono la stessa sorte, ovvero venire attirati in una città e uccisi con l'inganno da un patrizio bizantino.cite-ref-9[9]
Relazioni turbolente con Roma (638-642)
Isacio era esarca quando nel mwxg638 Eraclio ordinò che il nuovo mwxwpontefice, mwyaSeverino confermasse la sua mwyqmwygEkthesis, cioè la professione di fede mwywmonotelita: al rifiuto del papa Isacio reagì in materia brutale. Nel mwza640, sfruttando il malcontento dei soldati per i forti ritardi della paga, il mwzqmwzgchartularius Maurizio istigò i militari a fare rappresaglia contro il mwzwPontefice, accusato di aver sottratto il compenso dovuto, e quindi, dopo tre giorni di assedio, fu sequestrato il tesoro della Chiesa romana custodito nel mwaaLaterano.cite-ref-10[10] Poco dopo Maurizio scrisse all'esarca Isacio, narrandogli di quanto era accaduto, e, dopo aver ricevuto queste notizie, Isacio si recò di persona a Roma, dove bandì alcuni ecclesiastici, fece l'inventario del tesoro sequestrato e lo inviò in parte a Costantinopoli ad Eraclio e parte lo tenne per sé.cite-ref-11[11] In seguito (intorno al 642), Isacio dovette fronteggiare la rivolta dello stesso Maurizio, che accusò l'esarca di avere l'intenzione di usurpare la porpora, ottenendo l'appoggio dei soldati nelle fortezze circostanti.cite-ref-lib178-12-0[12] Venuto a conoscenza della rivolta, Isacio inviò il sacellario e mwdqmagister militum Dono nella Città Eterna per sedarla.cite-ref-lib178-12-1[12] La missione di Dono fu coronata da successo: Maurizio, abbandonato dai suoi stessi uomini, fu catturato a Roma nella mwegchiesa di S. Maria ad Praesepecite-ref-lib178-12-2[12] e, per ordine dell'esarca, condotto lontano dall'Urbe. Fu decapitato a mwgaFicocle, la sua testa venne poi esposta al circo di mwgqRavenna.cite-ref-lib179-13-0[13] Gli altri prigionieri, messi in carcere in attesa di conoscere la loro pena, si salvarono grazie all'improvvisa morte dell'esarca (avvenuta, secondo la testimonianza ostile del mwhgLiber Pontificalis, per intervento divino), che determinò la loro liberazione.cite-ref-lib179-13-1[13] È possibile che Isacio sia stato ucciso dai Longobardi durante la mwiwbattaglia dello Scultenna nel 643 (vedi mwjaInfra).cite-ref-rav109-14-0[14]
Le campagne di Re Rotari (636-643)
Nel frattempo, con l'ascesa al trono di re mwmaRotari, avvenuta nel 636, a settentrione crebbe la pressione mwmqlongobarda: Rotari, infatti, decise di abbandonare la politica di pacificazione con l'Impero intrapresa dai suoi immediati predecessori, attaccando nel mwmg639 Oderzo e Altino, le ultime città nell'mwmwentroterra veneto ancora in mano bizantina; dopo una strenua resistenza, mwnaAltino venne distrutta e mwnqOderzo conquistata, costringendo gli abitanti a migrare nelle lagune che costituiranno mwngVenezia: gli abitanti di Oderzo si trasferirono a Eraclea, mentre quelli di Altino a Torcello.cite-ref-15[15] Nel mwow639, per ordine dell'esarca Isacio, venne fondata la nuova mwpacattedrale di Santa Maria Madre di Dio di Torcello, per accogliervi la sede episcopale del mwpqvescovo altinate, la cui città era stata appena distrutta dal re mwpgRotari:
(latino)
«
In n(omine) d(omini) D(e)i n(ostri) Ih(es)u Xr(isti), imp(erante) d(omi)n(o) n(ostro) Heraclio p(er)p(etuo) Augus(to), an(no) XXVIIII ind(ictione) XIII, facta est eccl(esia) S(anc)t(e) Marie D(e)i Genet(ricis) ex iuss(ione) pio et devoto d(omi)n(o) n(ostro) Isaacio excell(entissimo) ex(ar)c(ho) patricio et D(e)o vol(ente) dedicata pro eius merit(is) et eius exerc(itu). Hec fabr(ica)t(a) est a fundam(entis) per b(ene) meritum Mauricium gloriosum magistro mil(itum) prov(incie) Venetiarum, residentem in hunc locum suum, consecrante s(anc)t(o) et rev(erendissimo) Mauro episc(opo) huius eccl(esie) f(e)l(ici)t(er).
»
(italiano)
«Nel nome del Signore Dio nostro
Gesù Cristo
, essendo
imperatore
il nostro signore
Eraclio
perpetuo Augusto
, nell'
anno
ventinovesimo
,
indizione
tredicesima
, è stata fatta la
chiesa di Santa Maria Madre di Dio
, per ordine del nostro pio e devoto signore Isacio eccellentissimo
esarca
e
patrizio
, e, a Dio piacendo, è stata dedicata in favore dei suoi meriti e del suo esercito. Questa è stata fabbricata sin dalle fondamenta grazie al benemerito Maurizio, glorioso
magister militum
della provincia di Venezia, residente in questo suo luogo, con la consacrazione del santo e reverendissimo Mauro felicemente vescovo di questa chiesa.»
(Dedicazione lapidea della Cattedrale di Torcello)
Per la citazione nell'epigrafe dei «mwqqsuoi meriti e del suo esercito», in virtù dei quali la cattedrale era stata dedicata a Isacio, si può dedurre che l'esarca avesse fatto almeno un tentativo per contrastare l'attacco di Rotari ad Altino e Oderzo, ma compresa l'impossibilità di mantenere gli ultimi residui dell'entroterra veneto ancora in mano bizantina, decise di far evacuare le due città, conducendo in salvo gli abitanti nelle lagune.cite-ref-16[16]
Nel mwrw643 Rotari attaccò l'esarcato e, secondo mwsaPaolo Diacono, inflisse nella mwsqbattaglia dello Scultenna una grave sconfitta all'esercito bizantino (probabilmente anche l'esarca stesso perì nel corso della battaglia), anche se la vittoria longobarda va ridimensionata poiché Rotari non riuscì a conquistare Ravenna né i suoi dintorni, segno che, pur perdendo, i Bizantini erano riusciti a fermare l'avanzata del re longobardo.cite-ref-rav109-14-1[14] Il vuoto di potere creatosi nell'Italia bizantina in seguito alla battaglia (e al probabile decesso dell'esarca) permise comunque a mwtgRotari di occupare la Liguria bizantina: negli ultimi mesi del 643cite-ref-rav109-14-2[14] caddero in rapida successione mwuwGenova, mwvaAlbenga, mwvqVarigotti, mwvgSavona e mwvwLuni, che vennero rase al suolo, stando a quanto tramanda Fredegario.cite-ref-17[17]
Note
cite-note-11. ↑ 3x6 = 18. Sono gli anni che scorrono dal 625 al 643, anno della morte.
cite-note-22. ↑ mwzqC. Toumanoff, mwzgLes Dynasties de la Caucasie Chrétienne de l'Antiquité jusqu'au XIXe siècle. Tables généalogiques et chronologiques, Roma 1990, pp. 272-273 (53. Karin- Pahlavides-Kamsarakan).
cite-note-33. ↑ PLRE IIIa, p. 720.
cite-note-44. ↑ CIG 9870.
cite-note-55. ↑ Jarnut, mw2aStoria dei Longobardi, pp. 54-55.
cite-note-66. ↑ mw3amw3qmw3gmw3wmw4aMonumenta Germaniae Historica, Epp. III, p.mw4q 694. mw4gURL consultato il 20 novembre 2011 mw4w(archiviato dall'mw5aurl originale il 6 marzo 2018).
cite-note-rav106-77. ↑ mw6gmw6wRavegnani 2004,mw7a p. 106.
cite-note-fred-88. ↑ Fredegario, IV, 69.
cite-note-99. ↑ PLRE IIIb, pp. 1218.
cite-note-1010. ↑ mw-amw-qmw-gVita di San Severino. mw-wURL consultato il 20 novembre 2011 mw-a(archiviato dall'mw-qurl originale il 24 novembre 2012). in mw-gMonumenta Germaniae Historica, mw-wScriptores, mwaqaGesta pontificarum Romanorum, p. 175.
cite-note-1111. ↑ mwaqqmwaqumwaqyVita di San Severino. mwaqcURL consultato il 20 novembre 2011 mwaqg(archiviato dall'mwaqkurl originale il 1º gennaio 2014). in mwaqoMonumenta Germaniae Historica, mwaqsScriptores, mwaqwGesta pontificarum Romanorum, p. 176.
cite-note-lib178-1212. ↑ mwarqmwarumwaryVita di Teodoro. mwarcURL consultato il 20 novembre 2011 mwarg(archiviato dall'mwarkurl originale il 1º gennaio 2014). in mwaroMonumenta Germaniae Historica, mwarsScriptores, mwarwGesta pontificarum Romanorum, p. 178.
cite-note-lib179-1313. ↑ mwasimwasmmwasqVita di Teodoro. mwasuURL consultato il 20 novembre 2011 mwasy(archiviato dall'mwascurl originale il 1º gennaio 2014). in mwasgMonumenta Germaniae Historica, mwaskScriptores, mwasoGesta pontificarum Romanorum, p. 179.
cite-note-rav109-1414. ↑ mwatimwatmRavegnani 2004,mwatq p. 109.
cite-note-1515. ↑ mwatgmwatkRavegnani 2006,mwato pp. 30-32.
cite-note-1616. ↑ mwat4mwat8Ravegnani 2006,mwaua pp. 32-33; mwauemwauiRavegnani 2004,mwaum pp. 106-107
cite-note-1717. ↑ Fredegario, IV,71.
Bibliografia
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• mwau4The Prosopography of the Later Roman Empire, Vol. III.
• citerefravegnani-2004Giorgio Ravegnani, I Bizantini in Italia, Bologna, Il Mulino, 2004, ISBN 9788815096906.
• citerefravegnani-2006Giorgio Ravegnani, Bisanzio e Venezia, Bologna, Il Mulino, 2006, ISBN 9788815109262.
• citerefdbiGianluca Borghese, Isacio, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 62, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2004.
• Погосян /Хахбакян/ Г.Г., mwavmmwavqК изучению роли армян в управлении византийскими экзархатами. Стр. 27-33. // «Регион и Мир». № 1-2. — Ер. 2015
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) Isaac of Ravenna, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.